Ipotesi per la nuova Italia

PENSARE UN NUOVO STATO, ecco la sfida a cui si trovarono davanti i nostri valorosi uomini risorgimentali. Quale forma dare alla nuova Italia che stava via via prendendo forma negli anni tra il 1848 e il 1861? Mentre volontari e soldati combattevano cruente guerre sui campi di battaglia; intellettuali, liberi pensatori e politici si confrontavano sulle varie possibili forme di stato: l'Italia sarabbe stata unita o federale, monarchica o repubblicana? La questione non era affatto scontata.

Per capire qualcosa di più non solo del Risorgimento, ma anche dei giorni nostri, partiamo dalla prima grande differenza: STATO UNITARIO - STATO FEDERALE. Cosa intendiamo quando parliamo di queste due diverse forme di stato?

LO STATO UNITARIO

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Nello stato unitario la sovranità statuale è accentrata in un unico ordinamento centrale. Questo vuol dire che tutte le decisioni, dalle più piccole alle più grandi, vengono prese dagli organismi unitari (Capo dello Stato, Parlamento, Governo, Presidente del Consiglio, Magistratura) che esercitano i loro poteri di competenza (legislativo, esecutivo, giudiziario) su tutto il territorio dello stato.

L'Italia ad esempio è uno stato unitario, perciò una legge approvata dal Parlamento a Roma è valida in tutte le regioni: in Puglia come in Emilia Romagna, così come i soldi riscossi con le tasse dal Ministero delle Finanze vengono poi ripartiti dallo Stato stesso tra le varie regioni italiane.

LO STATO FEDERALE

Il termine federalismo deriva dal latino foedus, che significa patto, alleanza.
In linea generale uno stato federale è l'unione di diversi stati o entità politiche (regioni, distretti…), ciascuna delle quali ha sovranità legislativa ed esecutiva su alcune materie, mentre altre rimangono di competenza dello stato centrale. Ciò vuol dire che ciascuno stato o entità politica esercita il proprio potere di fare le leggi e applicarle; ma lo stato centrale continua a prendere decisioni importantissime che riguardano tutti gli stati e tutti i cittadini soprattutto nei campi di politica estera o economica; sarà quindi lo stato centrale ad avere un esercito e a decidere se e a chi dichiarare guerra.

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Un esempio abbastanza chiaro di stato federale è costituito dagli USA: United States of America (Stati Uniti d'America)… già il nome dovrebbe dirci qualcosa!!! Gli Stati Uniti d'America sono composti da 50 diversi stati (California, Texas, Florida, Colorado, Alabama…) che prendono decisioni del tutto autonome rispetto agli altri anche su questioni della massima importanza, come ad esempio la pena di morte. Tuttavia questi stati sono tutti rappresentati dal Presidente degli USA, carica che oggi è ricoperta da Barak Obama, a cui è riservato il potere di decidere in merito a questioni che riguardano tutti: come ad esempio la politica estera, cioè i rapporti degli USA con gli altri paesi del mondo.

Ricordiamoci che gli USA non sono l'unico stato federale, per esempio lo sono anche la Germania, la Svizzera e il Canada.

FEDERAZIONE o CONFEDERAZIONE

Ci sono più modi di essere uno stato federale: infatti si può essere una federazione oppure una confederazione.
Confederazione = associazione (non unione) di stati che rimangono sovrani, questi stessi stati però hanno creato organismi centrali, composti da rappresentanti degli asssociati, che prendono decisioni di comune interesse.
Federazione = unione in cui gli stati membri rinunciano alla propria sovranità su importanti settori (in particolare politica estera ed economica) che vengono delegati agli organismi unitari che possono prendere decisioni vincolanti per tutti.
Oggi, in realtà, non esistono confederazioni perchè la federazione dà una forma più stabile allo stato; anche la storica Confederazione Elvetica, cioè la Svizzera, attualmente è diventata nei fatti una federazione.

QUALE FORMA DARE ALL'ITALIA?

Alla vigilia dell'Unità molti teorici e pensatori proposero la loro forma di stato. Era infatti necessario elaborare da capo l'organizzazione delle varie istituzioni della stato; fino ad allora era stato compito dei vari sovrani regnanti, come abbiamo visto per lo più stranieri, fare le leggi e farle applicare… ma ora? Come sarebbe stata la nuova Italia? Si delinearono all'orizzonte diverse ipotesi non solo per quanto concerne il federalismo, ma anche in merito a monarchia o repubblica.

IPOTESI FEDERALISTE

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Vincenzo GIOBERTI = sacerdote piemontese esule a Bruxelles.
Proponeva di fare dell'Italia una confederazione di stati (o meglio di monarchie), giudicando irrealistica e controproducente la prospettiva di uno stato unitario data la profonda diversità delle varie regioni italiane e la loro specificità storico-culturale. A capo di tale confederazione, pur mantenendo i sovrani il loro potere, egli immaginava potesse esserci il papa, poiché la grandezza storica e l'unità spirituale del popolo italiano risiedevano proprio nella religione cattolica e nel papato; proprio per questo questa corrente di pensiero venne chiamata neoguelfismo.
Leggi le sue ARGOMENTAZIONI.

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Cesare BALBO e Massimo D'AZEGLIO = politici piemontesi.
A differenza di Gioberti, erano convinti che la prima necessità dell'Italia fosse quella di cacciare gli Austriaci e l'unico modo per attuare questo progetto sarebbe stato quello di creare un confederazione di stati monarchici sotto la guida della monarchia sabauda, cioè quella dei Savoia: famiglia instauratasi da tempo nel Regno di Sardegna che allora comprendeva la Savoia (al confine con la Francia), il Piemonte e la Sardegna.

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Carlo CATTANEO = professore universitario milanese.
Egli ha idee molto innovative per il suo tempo: vorrebbe una federazione repubblicana di stati repubblicani: il popolo dovrebbe quindi eleggere, attraverso il suffragio universale, sia i propri rappresentanti locali che il Parlamento centrale. In questo modo egli riteneva che sarebbe stato possibile salvaguardare le specificità locali, l'autonomia e il diretto controllo del cittadino sulla cosa pubblica, cosa molto più difficile in un unico grande stato unitario.
Cattaneo è tuttavia convinto sostenitore dell'unità nazionale di questa federazione; egli infatti crede nella molteplicità dell'identità: ciascun cittadino ha racchiuse in se stesso diverse caratteristiche, egli infatti può essere al tempo stesso italiano, lombardo e milanese.

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IPOTESI UNITARIE

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Giuseppe MAZZINI = rivoluzionario genovese attivo nella Carboneria e proprio per questo esiliato (vedi le pagine relative a Mazzini).
Attraverso il movimento politico della Giovine Italia promuoveva un'Italia unita e repubblicana: il popolo avrebbe eletto, a suffragio universale, un Parlamento che avrebbe preso decisioni per tutto il territorio; Mazzini era assolutamente contrario al federalismo perchè, secondo lui, avrebbe ridato vita alle ambizioni dei signorotti locali favorendo la restaurazione dell'aristocrazia.
Leggi il suo PROGRAMMA POLITICO

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Camillo Benso conte di CAVOUR = uomo politico piemonetese che nel 1847 aveva fondato il quotidiano “Il Risorgimento” e che dal 1852 divenne Presidente del Consiglio della monarchia Sabauda.
Contro i federalisti sosteneva la necessità di uno stato unitario governato da una monarchia parlamentare, in questo caso dalla monarchia dei Savoia. Egli non voleva quindi una monarchia assoluta in cui il re prende tutte le decisioni, ma una monarchia parlamentare in cui il sovrano stesso è sottoposto al controllo del Parlamento eletto dal popolo.
Erano soprattutto le ragioni economiche che spingevano Cavour a pensarla così, secondo lui infatti questo era l'unico modo di superare l'arretratezza economica italiana rispetto agli altri stati europei; l'unità era quindi indispensabile perchè:
le tasse di tutto il paese fossero utilizzate per favorire lo sviluppo dell'industria
tutta la penisola fosse dotata di un sistema ferroviario
il commercio potesse contare su un sistema unico di moneta, pesi e misure.
LA LINEA DI CAVOUR FU QUELLA CHE PREVALSE NELLA FORMAZIONE DELLA ITALIA

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SCHEMA RIASSUNTIVO

FORMA MONARCHICA FORMA REPUBBLICANA
ITALIA FEDERALE Gioberti (neoguelfismo) - Balbo - D'Azeglio Cattaneo
ITALIA UNITA Cavour Mazzini