Martiri di Belfiore

Pagina a cura di Antea Boiani

Questi sono gli undici nomi dei martiri di Belfiore, nomi che ancora oggi possiamo incontrare in molte strade mantovane, ma questi non sono gli unici patrioti che morirono a causa della condanna capitale.

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Don Giovanni Grioli morto nel 1851
Don Enrico Tazzoli morto il 7-12-1852
Angelo Scarsellini morto il 7-12-1852
Bernardo de Canal morto il 7-12-1852
Giovanni Zambelli morto il 7-12-1852
Carlo Poma morto il 7-12-1852
Don Bartolomeo Grazioli morto il 3-3-1853
Carlo Montanari morto il 3-3-1853
Tito Speri morto il 3-3-1853
Pietro Frattini morto il 19-3-1853
Pier Fortunato Calvi morto nel 1855

Dopo i rovesci della guerra del 1848/49, si formarono in tutta Italia, ed anche a Mantova, comitati clandestini rivoluzionari in contatto con Mazzini, il quale tentava di raccogliere fondi con un prestito pubblico. Questi comitati avevano diversi compiti, tra i più importanti c'erano quelli di reclutare nuovi adepti, di svolgere una capillare attività di propaganda anti-austriaca e di trovare il denaro necessario per finanziare l'attività rivoluzionaria (sostentamento degli attivisti, armi, materiale di propaganda…).
I cospiratori mantovani avevano organizzato perfino di rapire e tenere in ostaggio l'imperatore Luigi Bonaparte e di uccidere il commissario di polizia Filippo Rossi; ma nessuna di queste azioni fu effettivamente portata a termine perché la polizia austriaca riuscì a scoprire la vasta organizzazione, arrestando, torturando, processando e condannando a morte molti cospiratori. Il fatto che tra gli arrestati figurassero dei sacerdoti, prima Grioli poi Tazzoli e Grazioli, spiega bene quanto il governo austriaco fosse seriamente preoccupato della partecipazione del clero al movimento nazionale.
Quasi tutte le condanne, soprattutto impiccagioni, vennero eseguite tra il 1852 e il 1853 sugli spalti di Belfiore da cui i martiri traggono il nome. Questa località è situata fuori porta Pradella (oggi in fondo a corso Vittorio Emanuele II), piccolo vallo delle fortificazioni di Mantova. Il Governo austriaco vietò il seppellimento in terra consacrata, ciò doveva suonare a ulteriore umiliazione della Chiesa mantovana.
I corpi di alcuni dei martiri (Tazzoli, Scarsellini, Zambelli, Canal e Poma) vennero ritrovati casualmente dal capomastro Pacifico Andreani nel 1866 mentre svolgeva lavori di scavo per conto del Genio Militare; venne quindi istituita una commissione per l'erezione del monumento ai Martiri di Belfiore.

Notizie tratte da:
Voce Martiri di Belfiore nel sito wikipedia
M. Bertolotti, La congiura di Belfiore, in I Martiri di Belfiore tra storia e memoria, a cura di A. Mortari - D. Ferrari - G. Manzoli, Mantova, Grassi, 2002